Fins for Freestylers

 

Ciao Ragazzi, ecco la prima recensione su un progetto che io, Nicolino e Gianpaolo The Dock, qualche mese fa ci siamo presi la briga di imbastire.

Ho personalmente impaginato per benino l’articolo, ma data l’incompatibilità tra mac e pc, lo riscrivo in maniera semplice e lascio a Pirus il piacere di impaginarlo al meglio come lui sa fare….

 

L’argomento da noi trattato riguarda un componente a dir poco fondamentale per la nostra attrezzatura, ovvero la Pinna.

Il tutto è nato dall’esigenza di avere una tavola più libera nelle rotazioni, e una maggiore reattività proprio durante lo stacco delle manovre di freestyle.

Difatti è proprio questa la tendenza del momento portata in auge dai pro del freestyle, e allora giù tutti a mozzare pinne, ma come ci spiega il nostro The Dock, in effetti proprio cosi non dovrebbe essere perchè : i filetti fluidi,….. il profilo…… il grasso…. deve flettere…… no ma è troppo rigida, ….ora è troppo grassa,…. Gianpaolo quando inizia ti spiega tutto al millesimo, e tu rimani li ad ascoltarlo capendo neanche la metà di quello che spiega con soli termini tecnici e scientifici.

 

Ed allora, il primo esperimento lo facciamo sulla mia vecchia maui fin freemove 23cm, l’obbiettivo è quello di farla diventare una 20cm (senza esagerare), ma allo stesso tempo di togliere il grasso per renderla più veloce, in maniera che in punta possa flettere leggermente.

Probabilmente più la pinna flette, (essendo stata smagrita), e più risulta libera la tavola nelle rotazioni, mentre il taglio a 20cm, permette alla stessa di rimanere più tempo fuori dall’acqua, quando si atterra e si va in slide pinna avanti.

Risultato, metto la tavola in acqua in una condizione di chop bello grasso, sui primi bordi non salto per niente, e cerco di capire in andatura come si comporta la tavola, in effetti sui primi due o tre bordi la sento un pò leggerina, infatti appena spingo più del dovuto sul piede di poppa, mi scappa un pò da sotto i piedi , ma mi abituo subito, in effetti non bolina tanto, ma si sa nel freestyle….

Ed allora inizio a saltare, provo subito una flaca, in effetti come atterro mi rendo subito conto che la tavola è già pronta per andare dall’altra parte, ruota senza problemi in maniera fluida, provo un pò tutto il mio repertorio, in una condizione di freestyle wave, devo dire che è proprio un buon test, sono entusiasta…..

 

Ok, si va avanti, Nicolino vede la mia pinna, e ne vuole una uguale, forse anche un po condizionato dalle mie impressioni, ma lui non ha 33 anni ma bensì 17, e allora in maniera radicale vuole una 19cm magrissima, anzi se The Dock gli desse retta, sarebbe una 18cm, ma ovviamente G.Poul gli consiglia prima di testare, e poi di tagliare.

 

The Dock non perde tempo ecco pronto il secondo prototipo, Nico non perde tempo lo testa subito, e anche lui ne è entusiasta, stesse impressioni più o meno, facilità di rotazione, ed estrema reattività della tavola, il test è positivo……

 

Ma siccome G.Poul non si accontenta mai, facciamo anche il terzo prototipo, forse come taglio il più bello, è una 19cm sulla dima di una streamline, ad occhio ci pare che è rimasta un po’ troppo grassa, ed infatti dopo che Nicola la impugnata a secco, non è riuscito a smontare la sua magica…da sotto la tavola, ed il prototipo è rimasto in furgone…..

 

Ci penserò io nei prossimi termici di Murta a testarla, ed a scrivere due parole anche su quest’ultima……

 

Risultato : Come dice saggiamente Gianpaolo, ok tagliare, ma con criterio, tenendo conto di linee d’acqua e profili si può arrivare ad un buon risultato, ed in effetti per quelli che come noi del Freestyle ne fanno una malattia, avere sotto i piedi una Pinna con la P maiuscola è veramente importante….

 

A presto per le prossime News, e ovviamente  ringrazio Gianpaolo, che continua (per il momento) a sopportarci…..

 

 

Aloha Carletto

 
WINDPIRUS